Una tra le più amate sculture e simbolo del nostro Bel Paese all'estero è sicuramente il David di Michelangelo. Michelangelo
nacque nei pressi di Arezzo nel 1475 e fu educato agli studi
umanistici. Nel 1488 il padre riesce a far entrare il figlio nella
bottega dei fratelli Ghirlandaio a Firenze. Qui Michelangelo conobbe
Granacci, il quale lo introdusse nel giardino di S. Marco. Questo era in realtà una vera e propria accademia, creata da Lorenzo il Magnifico, in cui gli artisti potevano studiare e copiare dalla loro vasta collezione. Nel 1492 morì
il Magnifico per cui l'artista decise di andare via dalla città
per spostarsi a Venezia e poi a Bologna dove lavorerà per l'Arca di
San Domenico. Nel 1495 capendo che quella non sarebbe stata la sua
strada ritorna a Firenze ma solo per un anno, prima cioè di
spostarsi a Roma fino al 1501. Proprio in questa data il David
viene commissionato dall’Opera del Duomo e dall’Arte
della Lana, il quale doveva ornare un contrafforte della facciata del
Duomo di Firenze. Il Vasari invece nelle “Vite” scrive: “ Gli fu scritto di Fiorenza d'alcuni amici suoi che venisse, perché non era fuor di proposito che di quel marmo ch'era nell'opera guasto, egli, come già n'ebbe volontà ne cavasse una figura, il quale marmo Pier Soderini, già Gonfaloniere in quella città, ragionò di dare a Lionardo da Vinci.”, afferma
cioè che l'opera venne commissionata dalla Repubblica e che Pier
Soderini inizialmente voleva dare la commissione a Leonardo da Vinci,
ma questo non è possibile poiché abbiamo il contratto con l'Arte
della Lana. Il blocco di marmo su cui lavorò Michelangelo fu
iniziato
ben due volte, prima negli anni '60 da Agostino di Duccio e poi negli
anni '80 da Bernardo Rossellino. Il cantiere, per dirlo alla moderna,
era posizionato in Piazza Duomo, vicino all'attuale Museo dell'Opera
e venne recintato poiché l'artista era geloso delle sue opere e
nessuno doveva vederle prima della sua conclusione, fu infatti
aperto solo nel giugno del 1503.

Il
David è alto più di quattro metri ed ha una potenza grandiosa. Come
Donatello quasi un secolo prima, Michelangelo decide di raffigurarlo
nudo come un eroe classico, ma nonostante questo recupero è del
tutto moderno poiché non troviamo ai suoi piedi la testa di Golia.
Il David michelangiolesco viene infatti rappresentato nel momento
poco precedente al tiro del sasso verso il gigante. La statua è
molto dettagliata e dall'analisi
anatomica si è potuto vedere che Michelangelo ha inserito tutti i
muscoli nel posto giusto, tranne uno! In realtà ne hanno
trovato uno in più sulla mano che da lì a poco scaglierà il
sasso, e lo fa per enfatizzare il momento. Le mani sono più grandi e
sproporzionate rispetto al corpo ma è di certo un dettaglio che non
disturba la nostra visione di questa stupenda opera.

La
particolarità e un altro dettaglio che rende la scultura molto più
moderna rispetto ai classici è la pupilla! Questa infatti non veniva
mai inserita nelle sculture antiche ma lui le aggiunge per sottolineare che
il David è pensoso e per creare un effetto di luce-ombra.

Nonostante
la committenza, l'opera fu adottata come simbolo della Repubblica da
parte del gonfaloniere Pier Soderini. Egli rivedeva nel David
l'incarnazione ideale fisica e morale dell'uomo rinascimentale. Così
come accadde per Ercole anche l'opera di Michelangelo viene onorato
come simbolo delle virtù civiche. Per questo Soderini istituisce una
commissione per decidere la sua nuova collocazione. La commissione
composta da Botticelli, Filippino Lippi, Leonardo, Perugino, Lorenzo
di Credi, Antonio e Giuliano da Sangallo, Simone del Pollaiolo,
Andrea della Robbia, Cosimo Rosselli, Davide Ghirlandaio, Francesco
Granacci, Piero di Cosimo e Andrea Sansovino decide di inserire il
David nella Loggia della Signoria, come proposto da Lippi, nel 1504.
Tornando alle fonti, il Vasari non ci parla di questa commissione
quanto piuttosto di come hanno fatto a spostare il David e di come
Michelangelo è riuscito a superare gli antichi ma anche i moderni:
“Era
questa statua, quando finita fu, ridotta in tal termine, che varie
furono le dispute che si fecero per condurla in piazza de' Signori.
Perché Giuliano da San Gallo et Antonio suo fratello fecero un
castello di legname fortissimo e quella figura coi canapi sospesero a
quello, acciò che, scotendosi, non si troncasse, anzi venisse
crollandosi sempre, e con le travi per terra piane, con argani la
tirorono e la misero in opra, et egli, | quando ella fu murata e
finita, la discoperse, e veramente che questa opera ha tolto il grido
a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si
fossero, e si può dire che né 'l Marforio di Roma né il Tevere o
'l Nilo di Belvedere né i giganti di Monte Cavallo le sian simili in
conto alcuno, con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finí
Michel Agnolo".
Nel 1873 il David per motivi di conservazione fu spostato alla Galleria dell'Accademia e solo nel 1882 fu inaugurato e inserito nella Tribuna, dove si trova tutt'oggi.
Un ultimo intervento di restauro sul David risale al settembre 2003 che fu eseguito da Cinzia Parnigoni sotto la guida di Franca Falletti, direttrice della Galleria dell'Accademia e con l'aiuto dell'Opificio delle Pietre Dure. Si è concluso nel maggio del 2004 e ha reso ancor più splendente il nostro meraviglioso David.