Il David è alto più di quattro metri ed ha una potenza grandiosa. Come Donatello quasi un secolo prima, Michelangelo decide di raffigurarlo nudo come un eroe classico, ma nonostante questo recupero è del tutto moderno poiché non troviamo ai suoi piedi la testa di Golia. Il David michelangiolesco viene infatti rappresentato nel momento poco precedente al tiro del sasso verso il gigante. La statua è molto dettagliata e dall'analisi anatomica si è potuto vedere che Michelangelo ha inserito tutti i muscoli nel posto giusto, tranne uno! In realtà ne hanno trovato uno in più sulla mano che da lì a poco scaglierà il sasso, e lo fa per enfatizzare il momento. Le mani sono più grandi e sproporzionate rispetto al corpo ma è di certo un dettaglio che non disturba la nostra visione di questa stupenda opera.
La
particolarità e un altro dettaglio che rende la scultura molto più
moderna rispetto ai classici è la pupilla! Questa infatti non veniva
mai inserita nelle sculture antiche ma lui le aggiunge per sottolineare che
il David è pensoso e per creare un effetto di luce-ombra.
Nonostante
la committenza, l'opera fu adottata come simbolo della Repubblica da
parte del gonfaloniere Pier Soderini. Egli rivedeva nel David
l'incarnazione ideale fisica e morale dell'uomo rinascimentale. Così
come accadde per Ercole anche l'opera di Michelangelo viene onorato
come simbolo delle virtù civiche. Per questo Soderini istituisce una
commissione per decidere la sua nuova collocazione. La commissione
composta da Botticelli, Filippino Lippi, Leonardo, Perugino, Lorenzo
di Credi, Antonio e Giuliano da Sangallo, Simone del Pollaiolo,
Andrea della Robbia, Cosimo Rosselli, Davide Ghirlandaio, Francesco
Granacci, Piero di Cosimo e Andrea Sansovino decide di inserire il
David nella Loggia della Signoria, come proposto da Lippi, nel 1504.
Tornando alle fonti, il Vasari non ci parla di questa commissione
quanto piuttosto di come hanno fatto a spostare il David e di come
Michelangelo è riuscito a superare gli antichi ma anche i moderni:
“Era
questa statua, quando finita fu, ridotta in tal termine, che varie
furono le dispute che si fecero per condurla in piazza de' Signori.
Perché Giuliano da San Gallo et Antonio suo fratello fecero un
castello di legname fortissimo e quella figura coi canapi sospesero a
quello, acciò che, scotendosi, non si troncasse, anzi venisse
crollandosi sempre, e con le travi per terra piane, con argani la
tirorono e la misero in opra, et egli, | quando ella fu murata e
finita, la discoperse, e veramente che questa opera ha tolto il grido
a tutte le statue moderne et antiche, o greche o latine che elle si
fossero, e si può dire che né 'l Marforio di Roma né il Tevere o
'l Nilo di Belvedere né i giganti di Monte Cavallo le sian simili in
conto alcuno, con tanta misura e bellezza e con tanta bontà la finí
Michel Agnolo".
Nel 1873 il David per motivi di conservazione fu spostato alla Galleria dell'Accademia e solo nel 1882 fu inaugurato e inserito nella Tribuna, dove si trova tutt'oggi.
Un ultimo intervento di restauro sul David risale al settembre 2003 che fu eseguito da Cinzia Parnigoni sotto la guida di Franca Falletti, direttrice della Galleria dell'Accademia e con l'aiuto dell'Opificio delle Pietre Dure. Si è concluso nel maggio del 2004 e ha reso ancor più splendente il nostro meraviglioso David.
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